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venerdì 17 gennaio 2020

#23 - La candela nella Letteratura

Oscar aprì la porta con una spinta. La luce della strada si
riversò nel piccolo ingresso, ma oltre era buio.
   «Hai un fiammifero?» Domandai.
   «E una candela», rispose il mio amico con un sorriso,
tirandone fuori una dalla tasca del cappotto. «In Little
College Street sembravano essercene d'avanzo.»
   Mi porse il bastone da passeggio e accese la candela.
Ci richiudemmo la porta alle spalle e avanzammo verso le scale.


Da: Oscar Wilde e i delitti a lume di candela, Gyles Brandreth, 2007





Spegniti, spegniti breve candela! La vita non è che un'ombra che cammina, un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla.


Da  Macbeth: atto V, scena V, William Shakespeare





"Hai Paura Narciso?" gli diceva, "Hai orrore, hai veduto qualcosa? Sì reverendo, il mondo è pieno di morte; essa sta su ogni siepe, dietro ogni albero e non vi giova costruire mura e dormitori e cappelle e chiese, essa guarda dentro dalla finestra e ride e conosce perfettamente ciascuno di voi; nel cuore della notte la sentite ridere dietro le vostre finestre e pronunciare i vostri nomi. Cantate pure i vostri salmi e bruciate per bene le candele sull'altare e recitate i vostri vespri e i vostri mattutini e raccogliete erbe nel laboratorio e raccogliete libri nella biblioteca! Digiuni amico? Ti privi del sonno? Ti aiuterà ben lei, madonna Morte, e ti priverà di tutto, fino alle ossa.


 Da: Narciso e Boccadoro, Hermann Hesse, 1930





Per la prima volta nella sua vita, Alba sentì il bisogno di essere bella e rimpianse che nessuna delle splendide donne della sua famiglia le avesse lasciato in eredità i suoi attributi, e l'unica che l'aveva fatto, la bella Rosa, le aveva dato solo una sfumatura d'alga marina ai suoi capelli, che, se non era accompagnata da tutto il resto, sembrava piuttosto un errore del parrucchiere. Quando Miguel indovinò la sua inquietudine, la portò per mano fino al grande specchio veneziano che ornava un angolo della camera segreta; tolse la polvere dal vetro incrinato e poi accese tutte le candele che aveva e gliele mise intorno. Lei si rimirò nei mille frammenti dello specchio. La sua pelle, illuminata dalle candele, aveva il colore irreale delle figure di cera. Miguel cominciò ad accarezzarla e lei vide trasformarsi il suo volto nel caleidoscopio dello specchio e convenne infine che lei era la più bella dell'universo, perché aveva potuto vedersi con gli occhi con cui la vedeva Miguel.

Da: La casa degli spiriti, Isabel Allende, 1982





giovedì 9 gennaio 2020

#04 - Citazioni

"Non occorrerà dunque raccontare di altre famiglie già apparse sporadicamente: Castagna, Razzetto, Negro, Romano, Tosco, Sarotto, Megliore, Torretta saranno, accanto ai Tesio, le famiglie di questo ceto.
La dimensione della loro proprietà, l'abitazione sulla piazza, di fronte alla chiesa, il mattone cotto e il tetto di tegole anche nelle stalle e nei fienili, forse il modo di vestire, ne indicano la differenza sociale dalle famiglie contadine più povere, che non possono differenziare le loro attività e che restano legate alle sorti incerte e oscillanti di anno in anno del ciclo dei raccolti e le cui case sono spesso di terra cruda e con i tetti di paglia. L'immagine fisica del villaggio doveva dare un senso immediato della stratificazione sociale, dal centro alla periferia, dai castelli, alle case di mattone, ai tetti di paglia. Ma questi notabili, medici e preti, osti e sarti, restano contadini. Se visitiamo la casa di Giovanni Bartolomeo Tesio al momento della sua massima ricchezza, dopo che su di lui sono confluite le eredità del padre chirurgo e dello zio prete, questo aspetto appare evidente: la prima cosa che il notaio registra fra le sue ricchezze è un gran mucchio di letame nel cortile di casa. Certo possiede 4 case con 2 botteghe (abita in quella sulla piazza, accanto agli zii e ai cugini); ha 41 giornate di terra, 2 buoi, 2 vacche, 4 maiali, 1 scrofa, 4 pecore. Nel magazzino ha 80 sacchi di barbariato e di segala, 4 sacchi di fave, 12 di biade. Ha 32 oggetti di stagno fra piatti e scodelle, 17 oggetti di rame e molti di ferro e di ottone e poca terraglia, che invece domina negli inventari delle case dei contadini; i suoi 5 materassi sono di lana e non di piuma o di foglie di meliga; ha 2 fucili, 2 pistole, 3 spade e 2 pugnali e non il solo archibugio che si trova anche nelle case più povere. I suoi mobili sono di noce e non d'albera (cioè di acero o di altro legno povero), ha biancheria e gioielli. Il prestigio dei ricchi è dunque fatto innanzitutto della quantità di cose e della natura dei materiali con cui le cose son fatte. Una realtà visibile diversa da quella urbana, caratterizzata anche dal gran numero di immagini alle pareti e da qualche libro, a Santena completamente assenti. E insieme oggetti che mostrano il legame quotidiano col lavoro della terra (aratri, falci, falcette, zappa, erpice, badili, tridente, 3 carri) e col lavoro manuale delle donne di casa (di serve non ce ne sono molte) perché in otto famiglie su nove di quelle di cui ci sono rimasti inventari troviamo le bacinelle di rame per dipanare la seta, gli attrezzi per filare, oltre al ferro da stiro, all'arca per far lievitare il pane, cotto poi nel forno signorile."


Giovanni Levi,  L'eredità immateriale, Torino : Einaudi, 1985, pp. 181-2

mercoledì 1 gennaio 2020

#03 - Un libro

"L'eredità immateriale. Carriera di un esorcista nel Piemonte del Seicento" scritto da Giovanni Levi e pubblicato da Einaudi nel 1985.
Questo libro racconta del processo contro Giovan Battista Chiesa, parroco del villaggio di Santena alla fine del secolo XVII, per aver praticato esorcismi non autorizzati.
La vicenda funge da partenza per l'autore e attorno all'esorcista egli ricostruisce le relazioni personali ed economiche su cui si fondava la struttura della comunità di Santena durante l'Ancien Régime.
Ne emerge così un prezioso quadro della vita contadina nel villaggio piemontese, reso possibile dagli archivi notarili, parrocchiali e amministrativi della regione.







Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Levi
https://moloch981.wordpress.com/2011/09/11/leredita-immateriale/

#33 - La sintesi finale

Questo blog parla della candela . Ho avuto la possibilità di conoscerla a Santena , dove ha sede lo stabilimento produttivo della SER, soci...